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06/07/2008 BREVI ANNOTAZIONI ANTROPOLOGICHE A MARGINE DI UNA FILA ALLA BIGLIETTERIA DELLA STAZIONE FERROVIARIA
Vorrei appuntare qui una banale disamina dei stereotipi manifestantesi nelle file agli sportelli delle biglietterie ferroviarie. Un'analisi senza pretese, di certo incompleta, quindi se vuoi aggiungere del tuo nuove, il contributo sarà assai gradito. Comincerei dall'osservazione scientifica di un comunissimo esemplare, ossia Copyright: x§ personalitaconfusa |
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03/07/2008 COME COMPORTARSI A UNA RIUNIONE
Cari lettori, benvenuti alla nuova lezione del consueto corso di tirocinio al mondo degli affari. Oggi tratteremo del modo in cui comportarsi ad una serissima riunione. E vincere in sette facili mosse. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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01/07/2008 UNA GITA A SORI
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29/06/2008 LA SPAVENTOSA TRAGEDIA ONTOLOGICA DI COLUI CHE SI ACCORGE DI AVER DIMENTICATO DI FARE LA SPESA QUANDO ORAMAI E' TROPPO TARDI
Saggi orientali, medici greci e il filosofo tedesco con la più ridicola barba della storia, l'oramai defunto Ludovico Feuerbach, sostenevano che noi siamo ciò che mangiamo. Se costoro avevano ragione, questa sera io sono un piatto di pastasciutta avanzata da ieri e intiepidita al microonde più un philadelphia alle olive. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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24/06/2008 INTERVISTA A UNO SCRITTORE FAMOSO
Buonasera cari lettori, benvenuti al consueto appuntamento con la rubrica dedicata ai libri: l'ospite di oggi non ha ancora vinto il nobel ma è l'autore di un grandioso bestseller. E' con noi l'autore del famoso “La Bibbia”, tradotto in tutte le lingue e giunto oramai alla trecentomilionesima ristampa. Guardatelo lì, che omino buffo. Chi avrebbe mai detto che avesse un simile aspetto? Signori e signori, un applauso di incoraggiamento per il nostro celebre amico. Colpo di scena, amici lettori: costui non è Dio. Bè, ad essere sinceri, lo sospettavamo. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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19/06/2008 SULLO SBRINAMENTO DEL FRIGORIFERO
(POESIA MODERNA) L'evaporatore dello scomparto refrigerante Copyright: x§ personalitaconfusa |
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16/06/2008 FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La persistenza del tempo, per sua natura, sarebbe impossibile ma rassicurante. E chiunque, da bambino, ha avuto una nonna o uno zio con la passione per la Settimana Enigmistica. Strana rivista in bianco e nero cui ogni tanto il parente ci lasciava dare un'occhiata. Scorrere quelle pagine misteriose per noi bimbi era una magia. Riuscivamo a mala a pena a comprendere che i puntini numerati, una volta uniti, disegnavano la figura di un pescatore di profilo, e lo stessa accadeva con gli spazi da annerire. Ma come dimenticare il resto? Ad esempio. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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12/06/2008 ODE ALLA SIGNORA DELLA TINTORIA
All'inizio della Storia del Mondo, il Mondo non c'era. Esistevano solo il Buio e il Silenzio. Poi venne la Natura, poi la Conoscenza. In ogni disciplina vigono norme, e maestri capaci di esercitarle: così è per le scienze, le religioni e le filosofie. E le arti. E i mestieri. Poi si scioglierà in un sorriso, e con mano sicura comincerà a rovistare nella vostra sporta piena di abiti zozzi. Li riconosce al tatto, non ha neppure bisogno di estrarli per capire se sono camicie o pantaloni, giacche o cappotti. Prende nota, a voce e su carta. Certo, a volte il ritrovamento richiede uno sforzo di memoria, ma basta un suo gesto col bastone per scoprire nell'oceano di grucce e tessuti, la vostra trapunta lavata a secco, che mai da soli, neppure col radar, avreste trovato. Più in basso, in caratteri di stampa, solenni, severe: le regole. Le sue tavole di Hammurabi. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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09/06/2008 INTERVISTA AL SAPONE DI MARSIGLIA
Cari lettori, benvenuti al consueto appuntamento dell'intervista. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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04/06/2008 L'ATROCE DUBBIO DELL'UOMO CONTEMPORANEO
(UNA POESIA) No, non ho l'ipod. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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31/05/2008 LETTERA APERTA A UNA CASA FARMACEUTICA
(OVVERO: SULL'INSOLENZA DEI FOGLIETTI ILLUSTRATIVI ALTRIMENTI DETTI BUGIARDINI) Spettabile casa farmaceutica, Copyright: x§ personalitaconfusa |
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28/05/2008 L'ANGOLO DELLA SALUTE
Amici lettori, bevenuti al consueto appuntamento con l'angolo della salute. La puntata di oggi è appunto dedicata alla mia, di salute. Un argomento di certo avvincente. E tutti questi sconosciuti erano ansiosi di sincerarsi circa la mia salute. Chissà perché. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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21/05/2008 INTERVISTA AGLI OGGETTI CHE STANNO SUL COMODINO
Buonasera cari lettori, eccoci a voi con il consueto angolo delle interviste, l’innovativo format ideato dalla redazione di questo blog. Abbiamo qui con non una ma ben tre celebrità. Signore e signori, un applauso per loro: gli oggetti che stanno posati sui comodini di fianco al letto! Grazie, grazie. Presentiamoli uno per uno. Cominciamo da lei, bicchiere d'acqua. Vuole spiegarci meglio chi è, e di cosa si occupa? E' molto semplice, caro amico. Io me ne sto lì, tutto la notte in piedi, di guardia, con la mia acqua dentro. Se per caso, dio non voglia, il mio proprietario dovesse destarsi all'improvviso con la gola secca, eccomi pronto per l'uso. L'utente non dovrà neppure alzarsi dal letto e andare in bagno o in cucina: si limiterà ad allungare una mano e servirsi. Un compito nobile, non c'è che dire. Passiamo al suo collega, il libro. Signor libro, lei è un po' l'intellettuale del gruppo. Ci parli di sé e della sua funzione. Veda, se l'amico bicchiere sviluppa il suo compito in maniera saltuaria, io viceversa sono impegnato più o meno ogni sera, prima del sonno. Il mio obiettivo è proprio questo: infondere sonno e bei pensieri al mio fruitore sdraiato. Non debbo neppure sforzarmi di sembrare avvincente o simpatico, anzi: più sono noioso, meglio è. Quando mi accorgo che il beneficiario china il capo o socchiude uno dei due occhi, io gli assesto il colpo finale con una descrizione troppo lunga, un periodo interminabile, un capitolo barboso, eccetera. E allora lui, dolce, si assopisce con me fra le mani. Magari con un ultimo sforzo mi rimette a posto, oppure mi lancia per terra, certo, ma con grazia. Quanta poesia in queste parole, signor libro. Si vede che lei ha studiato ed è una persona colta. Un bel applauso per il signor libro. Bene, concludiamo con l'unica femmina della compagine, questa bella signorina, la... la, come si chiama.. ah sì, la sveglia. Si presenti, madame. Bè, il mio incarico è forse il più solenne di tutti: a me spetta annunciare l'arrivo del nuovo giorno. Lascio che le mie lancette scivolino sul quadrante e poi, bum, all'improvviso, emetto un suono, sempre più violento, insistente, e... Ohibò. Dunque lei è la stessa cretina che fa tutto quel rumore ogni mattino alle sette e un quarto? V-veramente i.. Ma sì, io la conosco, sa? Lei la deve smettere di importunarmi a quell'ora, ha capito? Le pare quello il moto di disturbare la gente mentre dorme? Regia, chi caspita ha invitato ‘sta scema? Al suo posto non potevamo chiamare qualcun altro? Un abat-jour, una scatola di anticoncezionali, una dentiera. Scusi, io mi chiamo sveglia, secondo lei cosa dovrei fare se non svegliarla? Ma c’è modo e modo, signorina mia! Anziché urlare come un'invasata potrebbe usarmi discrezione. Aprire le imposte, scostare le tende e poi portarmi un caffè a letto, ecco. Guardi, avrei ben altro da dirle ma lascio perdere solo per riguardo agli altri due ospiti. Amici lettori, perdonate l’incidente, come vedete siamo costretti a terminare qui il collegamento. Arrivederci a tutti. Sigla, sigla. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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19/05/2008 DELLA FENOMENOLOGIA DEL DIMENTICATORE DI PARCHEGGI (OVVERO: STORIA DI UNA STRAORDINARIA SCOPERTA DESTINATA A CAMBIARE LA VITA A MILIONI DI PERSONE)
Cari amici, eccoci a voi con la consueta rubrica dedicata ai motori: oggi parleremo della grave piaga dei dimenticatori di parcheggi, ossia gli smemorati che la sera parcheggiano la macchina in un posto lontano da casa poi vanno a dormire e il mattino non si ricordano dove l'avevano messa. Una categoria a cui chi scrive si onora di appartenere. Ma ancora per poco, e tra breve capiremo il perché. Il dimenticatore di parcheggi ha una vita durissima. A causa della sua, diciamo così, malattia, perde un sacco di tempo: ogni giorno arriva in ritardo agli appuntamenti e al lavoro e se tenta di spiegare il motivo, nessuno gli crede. Passiamo allo studio scientifico del fenomeno. Otto e un quarto. Il dimenticatore di parcheggi arriva in strada, si dirige sereno verso il luogo ove crede di aver lasciato la vettura il giorno prima. Ma non la trova. Eppure era convinto che fosse proprio lì, porcogiuda. E adesso? Il dimenticatore di parcheggi trascorre ore e ore camminando a piedi per tutto il quartiere alla ricerca del veicolo, invano. Si concentra, prova a ricostruire il percorso, i gesti, i particolari, i ricordi: nulla. Nei casi più disperati, finisce per chiamare i vigili urbani, magari gli hanno portato via l'auto col carrattrezzi per qualche motivo, forse lì dov'era dava fastidio. I vigili urbani conoscono bene il dimenticatore di parcheggi: lui, in quanto dimenticatore di parcheggi, gli telefona molto spesso, e loro lo riconoscono subito dalla voce. Ah ah, è lei? No, scusi, non sto ridendo. No guardi ci spiace, nemmeno oggi è colpa nostra. Guardi meglio. A questo punto il dimenticatore di parcheggi è preso dal panico, ma non riesce a rassegnarsi all'idea di essere lui, così sbadato, la causa dello smarrimento della macchina. E perciò giunge all'unica conclusione possibile, la più drammatica: pensa che gliel'abbiano rubata, e così, quasi contento, va dai carabinieri a denunciare il furto. Tuttavia, pure i carabinieri sanno bene quale razza di rincoglionito sia il nostro amico dimenticatore di parcheggi: non è la prima volta che se lo vedono arrivare al commissariato. Oramai allo sportello lo accolgono fra battute, fischi e pacche sulle spalle. Ancora qui stai? Ma smettila, già una volta hai sporto denuncia e poi la macchina era a tre metri da casa tua, dai, torna quando sei proprio sicuro. Lo buttano fuori a calci, ma con simpatia. Il dimenticatore di parcheggi se ne va a casa a piedi, distrutto. Maledice se stesso e i proprietari di garage, impreca, sta quasi per piangere. Poi all'improvviso, un lampo: si dà una manata sulla fronte. Ma sì, ma sì, l'ho messa laggiù in fondo di fronte al panettiere! E' stanco morto però corre, deve sapere. E infatti, eccola lì. Sto andando all'ufficio brevetti a depositare l'invenzione del secolo: il marchingegno in grado di salvare milioni di dimenticatori di parcheggi. Niente di elettronico, funziona in modo molto semplice: consiste in una carta geografica dell'isolato, schizzata a pennarello sul muro del salotto vicino alla porta, e una puntina da disegno: appena rientrato a casa dopo il posteggio, il dimenticatore dovrà solo indicare la posizione esatta sulla mappa che il giorno dopo, prima di uscire, consulterà. La sera successiva sposterà la puntina e così via. Io stesso da anni utilizzo questa tecnologia con ottimi risultati. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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15/05/2008 ASCESA E DECLINO DEGLI STUZZICADENTI
Il passato è simile a un paese lontano, dove le forme si manifestarono in maniera diversa da come ritiene il senso contemporaneo. Oggetti che in un'epoca avevano ragion d'essere, con lo scorrere dei secoli scompaiono: poi tornano alla luce, ma sono inerti, muti, indecifrabili nel loro valore. Un archeologo prima o poi, ritroverà tracce di nostri utensili, ma essi avranno perso ogni significato. Il banale, rivestito dal tempo, può ammantarsi di mistero. A questa rubrica spetta il compito di tramandarne la spiegazione. Confidiamo che questo testo pervenga in qualche modo alle generazioni prossime venture. E sia loro d'aiuto. Amici del futuro, ci sentite? Siete lì? Bene. Sì, siamo commossi anche noi. Vi scriviamo da una civiltà oramai estinta, precedente alla vostra. Cercheremo ora di aiutarvi a illuminare l'impenetrabile oscurità della vostra Storia remota. Vogliate esserne grati. Una premessa sul metodo. Amici del futuro, potremmo darvi migliaia anzi milioni di notizie interessanti su di noi, sui nostri costumi, il nostro vivere. Ma sarebbero troppe, non ce la faremmo mai, lo spazio è poco. Perciò, nel l'immenso catalogo di argomenti possibili, abbiamo deciso di sorteggiarne a caso un solo di cui informarvi. E solo di quello ci occuperemo. E l'argomento selezionato dal caso è: gli stuzzicadenti. Su tutto il resto ci spiace ma dovrete arrangiarvi. Sappiamo – o meglio, immaginiamo – che avete trovato nostri manufatti: piccoli bastoncini di legno, acuminati da entrambi i lati, chiusi in una scatola su cui sta scritto un nome asiatico, giapponese per l'esattezza (Sakura, Sayonara) ma in caratteri latini. L'iconografia reca ancora l'immagine di un samurai, il che non vi aiuta a comprendere. Vi chiederete se questi appartenessero a una religione, a un qualche rituale di sincretismo. Forse erano legnetti magici. Forse erano pezzi di un gioco. Forse avevano solo un significato simbolico, esoterico. Amici del futuro, nulla di tutto questo. I bizzarri strumenti che avete fra le mani erano chiamati, al nostro tempo, stuzzicadenti. Un'industria fiorente, per un certo periodo. Erano assai diffusi sulle tavole del XIX e il XXI secolo dopo Cristo , specie nei ristoranti. Stavano lì in mezzo, nel loro contenitore di vetro. A fine pasto, i più zozzi di noi, di solito maschi, li usavano per pulirsi la bocca dai residui di cibo. Una pratica disgustosa, ne conveniamo. Alcuni umani, nel fruirne, coprivano l'operazione con l'altra mano disposta a conchetta per nascondere il gesto ai commensali. Altri, senza pudore, ostentavano il comportamento senza neppure dissimularlo. C'è da vergognarsene. Chi scrive, per dire, non ne fece mai uso. Difatti l'impiego di tali attrezzi si fece sempre più raro. I nostri simili cominciarono a servirsi di arnesi differenti, più adatti all'igiene. Ad esempio: una piccola spazzola, un filo di nylon, stavolta non a tavola ma casomai nella solitudine del bagno, di fronte ai lavandini e agli specchi. I fabbricanti di stuzzicadenti fallirono, o rivolsero la loro attività verso prodotti meno riprovevoli. Gli stuzzicadenti passarono di moda, furono sepolti nell'oblio: la Storia correva verso l'evoluzione, e giunse a voi, ma senza memoria. A presto, amici del futuro. Provvederemmo a darvi altre più utili informazioni sul nostro presente (ossia il vostro passato remoto) ma non possiamo. Accontentatevi di queste poche righe. Ora torniamo alle nostre faccende, e voi alle vostre. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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