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Cronografia di un modo del tutto personale di distinguere il bene dal male e il brutto dal bello.




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08/08/2008
 
INFORMIAMO CHE DURANTE IL PERIODO ESTIVO I NOSTRI UFFICI OSSERVERANNO IL SEGUENTE ORARIO:

Cari lettori, in attesa che il grave problema dell’affollamento delle spiagge nelle settimane centrali d’agosto si risolva grazie al maltempo o a catastrofi naturali, il vostro affezionatissimo scrivente si ritira in un eremo montano sprovvisto di energia elettrica, al fine meditare sulla condizione umana contemporanea.

Chi suo malgrado si ostinasse a voler sapere come trascorro il tempo potrà tuttavia servirsi di un bizzarro servizio: questo arnese elettronico che a cadenza temporale registra le mie azioni e le descrive con un breve testo. Cose del tipo "è in coda sulla provinciale", "si ferisce con la sedia a sdraio", "mangia una caprese", et cetera.
Resta comunque aperta il salottino da conversazione, come sempre alla mercé di chiunque passi: dame, retori, maghe, gran giocolieri e personaggi parecchio confusi. Brava gente, insomma.

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07/08/2008
 
POUT POURRI DI NUOVI FORMAT PER L'INTRATTENIMENTO INFORMATIVO SERIALE

Cari amici, benvenuti all'innovativo format di questo blog: un contenitore estivo, in cui si parla di tutto un po' alla rinfusa e senza troppe idee dando tuttavia impressione di gran varietà di temi & notizie.

Cari amici lettori, benvenuti all'appuntamento con la rubrica di musica. L'estate è la stagione dei festival di jazz, persino il più remoto paesino di villeggiatura ha il suo (strano, per un genere musicale che nelle altre stagioni non se lo fila nessuno): si dice che nel mese di luglio in Italia si siano svolti contemporaneamente 8.345 festival di jazz, battendo così i festival del blues (solo 5.890).
Anche quest'anno il Festival Jazz di Montegruaro Marina ha registrato un record di presenze: ben sei persone hanno assistito al concerto del Fabrizio Nusucoli Quartet, e se al numero aggiungiamo la moglie di Nusucoli, sua madre e i quattro musicisti, arriviamo fino 11. Trionfo personale anche per il famoso pianista Giacomo Salazzuolo: per la prima volta in una lunghissima carriera, il suo spettacolo non è stato annullato per totale assenza pubblico. La serata finale ha visto sul palco un ospite speciale del calibro di James J. Jameson, autodidatta del sax contralto celebre per le collaborazioni con Miles Davis (con Davis non hanno mai suonato insieme però James per alcuni mesi è stato il suo commercialista). Ed ora, in omaggio al bel canto trasmettiamo un mp3 illegale di Massimo Ranieri.

Buongiorno amici lettori, che caldo vero? Benvenuti all'appuntamento con la vostra rubrica di viaggi: oggi vi daremo alcuni consigli su cosa mettere in valigia. Lo sappiamo benissimo, ogni estate vi dimenticate le ciabatte da doccia a casa e vi tocca comprarne un paio - orrende e costose - al minimarket coi prezzi quadruplicati per turisti. E dunque, seguite il nostro arguto suggerimento del mese: segnatevi in lista il kit cucito di emergenza (quello fregato all'albergo nel '97 va benissimo), il phon, una sveglia, la felpina per la sera, non si mai, l'ombrello e soprattut---

Buongiorno, interrompiamo senza preavviso la lettura delle rubriche agostane per darvi alcune informazioni sul traffico: code infinite fra Roncobilaccio e Barberino del Mugello in entrambe le direzioni causa lavori in corso, incidenti, tir in fiamme e volanti della polizia a caccia di auto da perquisire a caso. Invito alla prudenza tra lo svincolo Verghereto e la provinciale Concerviano-Pratoianni all'altezza di Sommaiolo: c'è un gatto morto per terra sulla corsia di sorpasso e tutti rallentano per schivarlo (o guardarlo). E' tutto, a voi la linea.

Bene, avremmo potuto allietarvi con cultura, gossip, hi-tech, sport, oroscopi e cruciverba ma in tutta sincerità ci siamo stufati quanto voi, e quindo dopo un tale fragoroso diluvio di news e salti di palo in frasca, l'articoluzzo di oggi si chiude qui. Arrivederci a presto con nuova puntata!

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01/08/2008
 
L'APPUNTAMENTO CON IL METEO

Buonasera cari lettori, siamo lieti di inaugurare un nuovo format di intrattenimento e informazione  progettato da un equipe di scienziati ed esperti di nuovi media apposta per questo sito: l'appuntamento con le previsioni del tempo.

Come vedreste dalla mappa qui a fianco, se ci fosse, il mese di agosto si apre nel segno di una dinamica attività di alta e bassa pressione con flussi da nord, ovest, sud o est, e per questo motivo il tasso di umidità potrebbe risultare di intensità varia con flessioni di rinforzo a ogni quota sulle aree di corrente. Di norma, a mezzodì farà più caldo che alle tre di notte.

Complice l'espansione anticiclonica, le giornate estive saranno caratterizzate da condizioni di cielo sereno e/o nuvoloso su tutto lo stivale - ma anche da possibili rovesci e isolati temporali, chi lo sa. In alcuni casi (ma quali?) le attenuazioni termoconvettive della fase principale riprodurranno sporadici fenomeni che permarranno nel settore. A volte potrebbe piovere, o magari no.

Avrete già intuito che la configurazione barica a regime d'addensamento preesistente resterà stazionaria sul versante tirrenico, su quello adriatico nonché sugli appennini, sulle aree pedemontane, sulle isole e sull'arco alpino. In sintesi, lo scenario meteorologico risulta dominato da relativa incertezza ma è abbastanza verosimile che sulle coste delle Sicilia non nevichi.

Visibilità: ottima, o buona, o cattiva, con riduzioni o incrementi occasionali. Venti deboli o moderati o fortissimi; mari mossi, molto mossi, poco mossi o per nulla mossi. Le temperature permangono su valori in linea con le medie del periodo, forse. E tuttavia non si escludono episodi inattesi.

Grazie dell'attenzione. Buonasera.

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29/07/2008
 
AVVENTURA IN BANCA

Buongiorno.

Lei chi è, cosa diavolo vuole e chi l'ha autorizzata entrare.

Mi perdoni, sono un vostro cliente. Desidero prelevare del danaro - denaro mio, peraltro. Era un po' che non venivo in banca, frequentavo solo il bancomat, ma adesso sono pentito: vorrei recuperare l'antica sensazione del rapporto diretto con l'operatore umano. Mi piacciono molto la banca, la porta girevole di vetro col semaforo, la coda, il cartello non superare la linea gialla, le brochure dei mutui da sfogliare nell'attesa - insomma, è tutto, a suo modo, molto poetico.

Bugiardo, si vede benissimo che è qui solo per via del bancomat rotto.

Ah ah, ma quale bancomat. Io preferisco le persone.

Bene, cioè, male. Non sa cosa l'aspetta. La avviso che il mio compito invece è scoraggiarla. Compili questo modulo.

Ce l'ha una penna?

Sì ma è mia e non gliela do. Esegua il bonifico sotto la girata descritta contro regolamento in firma leggibile.

Non ho capito, può ripetere?

Ehi ehi, sono io a porre le domande! Provo a riformulare il quesito in maniera diversa e più comprensibile a un ignorante come lei - ma stia attento. Pronto?

Sì.

Dunque: per cassa o in addebito su piazza?

Quale è la differenza?

Non posso rivelarlo, è un segreto. Ora per punizione mi reciti il codice Iban al contrario.

Ad essere sinceri il codice iban, così, all'improvviso, non mi viene.

Peccato, il codice Iban è obbligatorio, e in caso di indicazione errata di uno solo dei 126 simboli alfanumerici che lo compongono, sarà applicata la relativa penale.

Senta, ci ho ripensato. Forse è meglio se torno un'altra volta, magari quando lei è in ferie.

No, perdìo, no! Adesso continuiamo, oramai ho aperto la transazione. Allora, vuole rispondermi? Lei versa valuta da ordinante o su disponente?

Che ne so, io vorrei i miei soldi. Me li dà?

Mai. Codice fiscale. Tutto d'un fiato, e senza nominare le città.

Anche il codice fiscale?

Codice fiscale a memoria. Velocemente. E le vieto consultare documenti o foglietti, perché non vale. Forza, forza.

Aiuto, qualcuno mi aiuti, ho paura.

Stia zitto o seduta stante le faccio sparare dalla guardia giurata, qui davanti a tutti. Lei sembra un lurido bifolco illetterato, eppure voglio darle una seconda possibilità. Mi stia sentire. Legga il labiale e si concentri. Valuta scad.?

Cosa?

Glielo chiedo per l'ultima volta: valuta scad.?

Scad chi?

Risposta sbagliata. Comunque, il dettaglio dei valori riporta direttamente alla ricevuta con movimenti di bonifici da numero verso causali, nota di livello e NDC del presentatore. Ha già interrogato le gestioni?

Scusi, ho un'idea. Potrei lasciarla in pace, e provare a mettermi d'accordo con la sua collega qui a fianco. Io vi do i miei dati, voi i miei soldi e siamo tutti contenti.

Troppo facile. E poi la mia collega si occupa soltanto di rendiconti sulla multicanalità integrata delle informative finanziarie. Lei ha una pallida idea di cosa significhi  multicanalità integrata delle informative finanziarie?


No.

Nemmeno io. Si arrende?

Certo, m'arrendo.

Ottimo. Buona giornata.

Altrettanto.

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25/07/2008
 
LA CONSUETA RUBRICA DI ESOTERISMO

Cari lettori, benvenuti alla consueta rubrica di esoterismo.
La puntata di oggi è da non perdere. Abbiamo ricevuto in assoluta esclusiva mondiale alcuni messaggi dall'Invisibile, e veniamo a riportateveli.

L'Invisibile, chiunque egli sia, tiene a farvi sapere quanto segue: la morte si evolve con la soppressione del giudizio. Che significa? Forse nulla, ed è un artificio per confondere le idee. Ma andiamo avanti, augurandoci maggior chiarezza. E' sempre l'Invisibile a parlare. Egli continua: un tempo gli uomini erano immortali ma poi dimenticarono di esserlo, all'Invisibile spetta il compito di ricordarlo. Anche questa sentenza pare priva di senso; e in effetti lo è.

Ma l'Invisibile tenta di spiegarsi meglio. Per illustrarci il motivo dell'oblio (?) egli si serve di argomentazioni scientifiche quali il segreto di Enuh, le ultime rivelazioni dell’Arcangelo Uriel, l’equilibrio quadriemozionale nella danza di Jetana, la Storia Eterna e il mito dell’Uomo di Luce.
Non ci siamo, non ci siamo, questo sembra matto.

Oppure è colpa nostra. Calma, ci vuole calma. Forse per intendere i misteri dell'Invisibile bisogna leggere fra le righe. Intuire, decifrare. Concentrazione. Egli ci chiede di disporci in tondo (?) e aprire il nostro spirito alla percezione del sublime (ecco, già meno oscuro, ma dopo?) e di venire a Lui nella quarta dimensione astrale superiore, luogo di armonia ove le energie rigeneranti del cosmo descrivono l'infinita circonferenza. Boh. Ancora fatichiamo a comprendere cosa questo Invisibile stia tentando di comunicare.

L'Invisibile non s'arrende, ci prova ancora. Adesso però si esprime nella lingua degli antichi egizi, poi in urdu, e nei dialetti di civiltà aliene oramai scomparse. Infine usa un idioma di sua invenzione, ed è peggio che andar di notte.

Rassegnamoci. Amici lettori, non rimane che congedarci. L'Invisibile esiste, e desidera comunicare con l'Universo: in questo sta il suo fascino.
Il problema è che non si capisce mai cosa cazzo ci stia dicendo.

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20/07/2008
 
INTERVISTA A UNA COPPIA CELEBRE

Amici lettori, benvenuti al consueto appuntamento con le interviste di questo blog. Oggi siamo onorati di aver qui la coppia fissa più famosa dell'estate. Due personaggi inseparabili e conosciuti da tutti. Il pubblico li ama e non sopporta di vederli divisi. Avete già capito: un bel applauso per loro: il prosciutto e melone!

Sedetevi pure, caro prosciutto e carissimo melone.
Prosciutto, cominciamo da lei. Ci parli del vostro rapporto a due: col melone non litigate mai? Vi frequentate solo sul lavoro - cioè a tavola - o siete amici anche nella vita privata?

Siamo come fratelli. Ci vediamo spesso, ci telefoniamo. Persino durante l'inverno, quando lui è in ferie a riposo ed io invece continuo a lavorare con altri partner di ceto inferiore come il pane o i grissini.

Melone, senta: non si potrebbe fare qualcosa per quei semi così fastidiosi? Ogni volta che la taglio, quelli sbrodolano da tutte le parti. Provi ad avere un seme unico e grosso,
semplice da togliere come accade nelle pesche. 

Mi scuso per questa cosa dei semi. Ma non sono io a decidere di averli dentro: sono nato così. Mi creda, è una seccatura pure per me.

Un'altra domanda per lei, melone: suggerisca ai nostri lettori il modo per sceglierla. A tutti sono capitati meloni grossi, polposi e coloriti che poi alla prova del gusto sapevano di polistirolo. Qual è il criterio per la miglior selezione al momento dell'acquisto dal banco della frutta?

Le consiglio di palparmi e di odorarmi il sedere, qua dietro. Guardi, così. Ecco, ci metta bene il naso, non abbia paura. Se  avverte un profumo intenso di fresco, può stare tranquillo.

Ma è vero! Amici lettori, sentite che aroma esce da questo culo. Evviva.
Per concludere, cari prosciutto e melone, spiegateci il motivo di questo abbinamento riuscito ma unico nel suo genere: voglio dire, perché proprio prosciutto e melone e non, che so, mortadella e anguria? O bresaola e prugne? Lonza e banane?

Nessuna concorrenza: ci hanno tentato quei poveracci del formaggio e della pera, ma senza troppo successo. Spiace per loro due ma a parte i proverbi non v'è gara, basta consultare un menù di ristorante per accorgersene: noi stiamo sempre all'inizio della lista degli antipasti, al massimo al secondo posto dopo la caprese, ma non v'è ombra
di altri duetti a noi paragonabili .

Bene, per festeggiare questa simpatica intervista adesso io e i ragazzi della troupe vi mangeremo: grazie di aver partecipato, ora spostatevi pure su quel piatto, per voi è finita. Arrived..

Calma, sono 18 euro a fetta, prego.

Ah ah, simpaticissimi.

Mai stati così seri. E' il prezzo di mercato. Anzi, in alcune località di villeggiatura arriviamo a 20 euro.

Fottetevi, troppo tardi per trattare, non se ne parla nemmeno. Addio per sempre, e prima di morire salutate i nostri cari lettori. Arrivederci. Sigla.

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16/07/2008
 
LA CONSUETA RUBRICA DI CONSIGLI PRATICI PER L'ESTATE

Cari lettori, benvenuti alla consueta rubrica di consigli pratici per l'estate.

All'approssimarsi delle vacanze, una della maggiori preoccupazioni degli umani è rappresentata dai furti. Le valigie, la casa, l'auto parcheggiata all'aperto. E' giusto, è normale. Le persone in viaggio non lasciano mai incustodite le valigie. Non possiamo lasciarle mai sole, 'ste povere valigie. Né in treno né in vista nel bagagliaio, né sotto la pensilina della corriera. Ci si dà i turni per fargli la guardia, ci vuole sempre qualcuno che le stia a guardare, onde evitare che ce le fottano.

Lo stesso dicasi per la macchina: essa dovrà starsene da sola in mezzo alla strada per due settimane, giorno e notte nella viuzza deserta, in balia del primo malvivente che passa. Per non parlare della casa: oddio, sbarriamo porte e finestre, chiudiamo tutte le serrature, accendiamo l'allarme, alziamo il ponte levatoio. In sintesi, c'è quest'ansia della rapina.

Ebbene, amici belli, ecco un metodo sicuro per sfuggire a tanta angoscia. Non occorre ostacolare il ladro: meglio scoraggiarlo. E consigliarlo. Mi spiego. Sulle valigie basta lasciare un'etichetta, un cartello con sopra scritto:

"Caro borseggiatore, rientro ora dalle ferie, sono andato un attimo ai bagni della stazione a far pipì; queste sono le mie valigie, ma lei le lasci in pace. Dentro troverebbe solo mutande usate, vestiti sporchi e il mio spazzolino da denti. Soldi non ce ne sono: li ho portati con me al cesso, nel portafoglio. Si rivolga a qualcun altro più facoltoso. Grazie della comprensione, e arrivederci."

Sull'automobile abbandonata basterà esporre un biglietto (
"La presente vettura si rompe spesso, beve come un tombino, perde olio e non viene revisionata da dieci anni"); di fronte alla porta dell'abitazione di città, un avviso ("Gentili saccheggiatori, prima di scassinarmi l'appartamento sappiate che non possiedo nulla, l'unico oggetto di valore qui all'interno è il frigorifero ma portarlo giù per due rampe di scale sarà per voi impresa assai disagevole e poco redditizia. Piuttosto, andate dal vicino di casa: rientra a metà settembre, è ricco, tiene i gioielli nei cassetti e mi pare abbia una cassaforte a muro in camera da letto dietro il quadro dei fiori").

E così via con il resto. Un avvertenza in bella vista funziona meglio. Il ladro eviterà una fatica inutile. Vi sarà persino riconoscente.

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13/07/2008
 
LE GRANDI DOMANDE DEL NOSTRO TEMPO

Cattivo gusto, metodo per stordire la clientela, o piccola vendetta inferta all'acquirente rincitrullito? E' questa l'acuta riflessione maturata in un sabato di spesa in negozi di abbigliamento, in occasione dei saldi. Insomma, ero lì a misurarmi un paio di scarpe da ginnastica scontate dello 0,002% in un negozio pieno zeppo di clienti esausti e frenetici commessi, quando all'improvviso, in tutta quella baraonda, non ho potuto fare a meno di pormi una domanda, meritevole di essere condivisa. Ma perché? Sì, perché?
Perché, nei negozi di calzature, la musica fa così cacare?

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06/07/2008
 
BREVI ANNOTAZIONI ANTROPOLOGICHE A MARGINE DI UNA FILA ALLA BIGLIETTERIA DELLA STAZIONE FERROVIARIA

Vorrei appuntare qui una banale disamina dei stereotipi manifestantesi nelle file agli sportelli delle biglietterie ferroviarie. Un'analisi senza pretese, di certo incompleta, quindi se vuoi aggiungere del tuo nuove, il contributo sarà assai gradito. Comincerei dall'osservazione scientifica di un comunissimo esemplare, ossia

Il tizio che domanda di passar davanti a tutti perché sta perdendo il treno - Individuo implorante e trafelato, arriva di corsa e si rivolge alla prima persona della fila, che a sua volta domanda l'opinione agli altri in coda. Breve conciliabolo: così d'impulso verrebbe da rispondergli "ecchissenefotte, la prossima volta arrivi presto" ma siccome siam gente civile e senza troppa fretta, si decide di lasciarlo andare. Alla fine il poverino convince tutti, tranne..

Quello che non lo vuole fare passare - E' l'unico contrario, ostinatamente contrario. Sostiene sia "una questione di principio". Si cerca di persuaderlo ma lui niente. Alla fine crolla e confessa: pure lui sta perdendo il treno, però come un pirla s'è messo in coda.

Turista scandinavo - Lui si esprime solo in finlandese e a gesti, la cassiera - a fatica - riesce a vendergli il 'ticket', per una destinazione sbagliata ma nessuno dei due lo sa (lui lo scoprirà sul treno, lei mai). E tuttavia, da tre quarti d'ora lei sta tentando disperatamente di spiegargli che il biglietto va timbrato con l'obliteratrice, parola intraducibile che lui proprio non riesce a capire, anche perché nel suo paese le obliteratrici non esistono più dal 1970.

Chieditore di informazioni - E' lì solo per le informazioni. Non deve partire per nessuna parte. Arriva il suo turno, e lui allo sportello comincia a interrogare il bigliettaro sulle combinazioni più complesse. Del tipo: "ma se io compro un biglietto per andare da Salerno a Monaco di Baviera non oggi ma il 25 novembre in cuccetta transitando da Imperia, e volessi pagare con l'abbonamento di del cisalpino, posso portare con me un cane, cambiare a Firenze Rifredi anziché Santa Maria Novella e avvalermi degli sconti riservati ai pensionati?" E così per due ore circa. Il bigliettaro non riesce a trovare le risposte giuste, consulta libri, telefona. I signori in coda fremono. Qualcuno dal fondo lancia un vaffanculo. Lui persevera, imperturbabile.
Poi ringrazia, saluta tutti e se ne va senza comprare niente.

Compratrice dilettante di biglietto al distributore automatico - Donna di mezz'età, scarsa dimestichezza con le tecnologie, specie con quelle malfuzionanti. Ma lei pur di evitare l'attesa, ci prova. Allora, selezionare la lingua: bè, sin qui è facile, bandiera tricolore. Digitare la stazione di partenza, ahia, cominciano le difficoltà, aiutooo, come funziona 'sto coso? Alla richiesta "per la promozione cartasì premere ok oppure back" la signora si arena. Chiede soccorso alle persone in fila, ma nessuno è disposto a prestarle assistenza: perderebbe il posto.

(continua?)

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03/07/2008
 
COME COMPORTARSI A UNA RIUNIONE

Cari lettori, benvenuti alla nuova lezione del consueto corso di tirocinio al mondo degli affari. Oggi tratteremo del modo in cui comportarsi ad una serissima riunione. E vincere in sette facili mosse.

1. La sera prima: programma le suonerie del cellulare in modo che durante la riunione trilli a intervalli di 15 minuti. Poi, quando ciò accade, fingi di parlare con qualcuno. Simula una voce lievemente seccata e chiedi all'inesistente interlocutore di non disturbarti, rassicurandolo comunque: da persona precisa quale sei, lo chiamerai tu appena finito. In questo modo, i presenti penseranno a te come persona assai indaffarata e dai molteplici rapporti, di lavoro e non.

2. Prepara una lista con almeno un paio di argomenti genere “del più e del meno” per l'introduzione e una battuta ad effetto d'emergenza. L'informalità all'inizio della cerimonia è sintomo di buona creanza, segno di savoir-faire; e poi serve a prendere tempo con gli astanti, e a distrarli dal cominciare subito con rischiose pretese concrete.

3. Vuoi stupirli? Esibisci un computer portatile. E usalo durante la riunione. Ti darà un'aria impegnata e all'avanguardia. Gli astanti privi di computer portatile ti guarderanno con invidia. Durante la conversazione, proteggi il monitor dagli sguardi dei vicini, e utilizza il computer come meglio credi: per prendere annotazioni, giocare al solitario di windows, spedire email alla fidanzata, occuparti d'altro.
Attenzione: accertati che il computer NON contenga dati che potrebbero essere richiesti dai presenti durante la riunione.

4. Se ti fanno domande, evita risposte precise. In particolare, fuggi come il colera le risposte negative. Invece di dire “no”, rispondi:
- “non lo so, devo verificarlo”,
- “mah, forse”,
- “boh, chi può dirlo?
- “te lo faccio sapere
- e l'insuperabile “vedremo”.

5.
Se non stai capendo nulla di quello che ti stanno dicendo, reagisci di contropiede. Spiazza l'avversario con la sua stessa tattica: replica con frasi conoscenze e linguaggio a lui ugualmente incomprensibili (o inventate, che è lo stesso).

6. Non - ripeto: non - non menzionare mai date di scadenza: potresti essere costretto a rispettarle. Rimanda ogni approfondimento, ma sempre a un imprecisato tempo successivo.

7.
Evita in qualsiasi modo che tu o uno degli astanti scriva un verbale di quanto si è detto e lo spedisca a tutti dopo la riunione. Resta comunque difficile che ciò avvenga: nessuno saprebbe cosa scrivere. E poi nessuno ha mai voglia di preparare un verbale. Sarà così necessaria una seconda riunione, ove si tenterà di ricostruire le decisioni della riunione precedente, e poi una terza per cercar di ricordare il contenuto della seconda, e una quarta per ripetere cose dette nelle terza, e una quinta, e così via.

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01/07/2008
 
UNA GITA A SORI

Cari lettori, benvenuti al consueto appuntamento con la rubrica di viaggi. La puntata di oggi è dedicata al famoso paese di Sori. Va bene, mai sentito nominare, lo so. Si tratta di paesucolo della riviera ligure di Levante, appunto sconosciuto ai più. Benché si trovi a pochi chilometri da Genova, a circa una ora e mezza d'auto da Milano e a due da Torino e Parma, il paese di Sori è forse l'unica località balneare tirrenica che – fieramente - rifiuta di essere tale.

Qui infatti non troverete né  grandi alberghi, né ristorantini sulla spiaggia, né parchi acquatici, né discoteche, né boutique eleganti, né locali con musica dal vivo. Non vi sono ampi parcheggi per le auto, né negozi di souvenir, né noleggiatori di gommoni o motoscafi, né campi da golf, né cinema estivi. Insomma: non c'è niente!

Il paese di Sori è organizzato proprio per respingere il turista qualsiasi. Infatti quasi nessuno va a trascorrerci le vacanze, ad esclusione dei suoi stessi abitanti e di pochi indigeni liguri.

Direte voi: ma allora che razza di consiglio è questo? Stolti! Proprio da questa sua riluttanza a diventare luogo di villeggiatura, il paese di Sori trae vantaggio e si distingue dal resto delle mete di vacanziere massive. A corollario di tutto ciò, la nostra redazione (una persona sola) ha creato una mappa interattiva ideale per sapere tutto del paese di Sori e pianificare viaggio, pranzi, cene ed eventuale pernotto. Una mappa disegnata con cura et amore dal vostro affezionatissimo scrivente, profondo conoscitore di questo posto. Cioè il posto dove, alcuni anni fa, prima di emigrare, è nato.

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29/06/2008
 
LA SPAVENTOSA TRAGEDIA ONTOLOGICA DI COLUI CHE SI ACCORGE DI AVER DIMENTICATO DI FARE LA SPESA QUANDO ORAMAI E' TROPPO TARDI

Saggi orientali, medici greci e il filosofo tedesco con la più ridicola barba della storia, l'oramai defunto Ludovico Feuerbach, sostenevano che noi siamo ciò che mangiamo.  Se costoro avevano ragione, questa sera io sono un piatto di pastasciutta avanzata da ieri e intiepidita al microonde più un philadelphia alle olive.
Un essere orribile.

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24/06/2008
 
INTERVISTA A UNO SCRITTORE FAMOSO

Buonasera cari lettori, benvenuti al consueto appuntamento con la rubrica dedicata ai libri: l'ospite di oggi non ha ancora vinto il nobel ma è l'autore di un grandioso bestseller. E' con noi l'autore del famoso “La Bibbia”, tradotto in tutte le lingue e giunto oramai alla trecentomilionesima ristampa. Guardatelo lì, che omino buffo. Chi avrebbe mai detto che avesse un simile aspetto? Signori e signori, un applauso di incoraggiamento per il nostro celebre amico.

Grazie ma dovrei chied..

Abbia pazienza, le domande le faccio io. E non mi parli sopra sennò chi legge non capisce niente. Signor autore della Bibbia, noi tutti proviamo difficoltà a concepire la giornata di un romanziere al lavoro. Come le sono venute in mente tutte quelle bizzarre storie intrecciate? E perché ha scelto di ambientare la trama proprio in quei luoghi e a quell'epoca?

Boh, veda io veram...

Aspetti, non ho finito. Come descriverebbe la fase di superamento anzi del distacco successiva alla consegna del dattiloscritto finale? Che cosa ha provato quando ha avuto tra le mani l'ultima versione non più editabile, pronta per le rotative? C'è qualche cosa che avrebbe modificato, se avesse potuto?

Ma quali rotative, i...

Non mi interrompa per cortesia! La scelta del titolo e della copertina: momento risolutivo. Immagino che l'editore le abbia proposto un titolo provocatorio, capace di acchiappare i lettori distratti in libreria. Dal suo canto, lei ha imposto questo “La Bibbia” che, a dire il vero, non attira mica tanto. Troppo corto, poco comprensibile a un primo approccio. Lo stesso dicasi per la copertina, senza fotografie.

E che ne s...

Stia zitto per favore! Guardi qui: non c'è neppure il suo nome, da nessuna parte, né fuori né dentro, e nemmeno sul dorso. Signor scrittore, come mai tanta modestia?

Se mi lasciasse ap..

E' timido, balbetta, non risponde. D'accordo, passiamo ad altro. Lei ha un agente letterario? Un ufficio stampa che lavora per lei? Si serve di un'agenzia di comunicazione? Come spiega tanto clamore intorno alla sua unica opera pubblicata? A proposito: sta forse preparando un nuovo romanzo?

I-io dev...

Poverino, si emoziona. Che tenerezza. Un bel applauso, amici lettori. Mi ascolti: quale è stato il rapporto tra lei,  scrittore, e il suo editor? Lui le correggeva le frasi a margine colla matita blu ma lei ignorava i suoi suggerimenti? Litigavate? Vi siete mai presi a schiaffi?

Senta, vorr...

Parliamo della campagna promozionale: qual è il suo rapporto con ammiratrici e ammiratori? Lei ha scritto un'opera di straordinario successo, eppure non ha mai tenuto neppure una presentazione in libreria. Mai. Tutto ciò è anomalo. Come spiega queste scelta? Non le piacerebbe firmare autografi con dedica sulle copie vendute?

Ma quali ca...

Silenzio, per piacere, tocca a me. Debbo rivolgere il quesito più prezioso, atteso da tutto il pubblico. La sua identità. Vuole svelarci il suo nome? E' vero, come sostengono alcuni, che lei è Dio?

Insomma! Mi lasci aprir bocca!

Oh, finalmente! E allora parli, perdiana! Pensavo fosse muto!

Non sono Dio.

Colpo di scena, amici lettori:  costui non è Dio. Bè, ad essere sinceri, lo sospettavamo.

E non sono neanche l'autore della Bibbia.

Coooosa? E che mizzega ci fa qui allora?

Sono il nuovo assunto, mi manda la regia. Ha appena telefonato l'intervistato: si scusa ma ha avuto un contrattempo e non può venire.

Che vergogna, questi scrittori stanno diventando sempre più cafoni.

E dice che prima vuole gli vengano inviate le domande altrimenti non se ne fa nulla.

Se lo scorda. Con noi ha chiuso. Amici lettori, ohimè, perdonateci: credevamo di avere a che fare con un ospite serio e invece questo lurido gaglioffo ha annullato l'impegno all'ultimo momento. Per punirlo, non lo inviteremo mai più e diremo a tutti che il suo libro è brutto, lungo e noioso. Non compratelo tanto si trova facilmente gratis, ad esempio nei comodini di certi alberghi. Arrivederci. Sigla, sigla, sigla.

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19/06/2008
 
SULLO SBRINAMENTO DEL FRIGORIFERO
(POESIA MODERNA)

L'evaporatore dello scomparto refrigerante

elimina la brina

ad ogni arresto del compressore.

Pulisci soltanto

il foro di scarico

per evitare che l'acqua

ricada sui cibi.

Ma quando dimentichi

la porta aperta

e lo spessore del ghiaccio

supera i cinque millimetri

munisciti di paletta raschiatrice

mai oggetti metallici:

potresti bucare

il tubo del freon

e causare un danno

irreparabile.

Oppure stacca la spina

dalla presa della corrente,

poni una bacinella

ai piedi dell'apparecchio

e con tutta calma

osservalo pisciare dal beccuccio.

E lascia lo sportello spalancato

al fine di eludere

la formazione all'interno

di sgradevoli odori.

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16/06/2008
 
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

La persistenza del tempo, per sua natura, sarebbe impossibile ma rassicurante. E chiunque, da bambino, ha avuto una nonna o uno zio con la passione per la Settimana Enigmistica. Strana rivista in bianco e nero cui ogni tanto il parente ci lasciava dare un'occhiata. Scorrere quelle pagine misteriose per noi bimbi era una magia. Riuscivamo a mala a pena a comprendere che i puntini numerati, una volta uniti, disegnavano la figura di un pescatore di profilo, e lo stessa accadeva con gli spazi da annerire. Ma come dimenticare il resto? Ad esempio.

Il Corvo Parlante. Trama: un angolo città, gremita di persone, per strada e nelle case. Le finestre sono spalancate e prive di tende, si può vedere cosa accade nelle abitazioni. Ognuno si occupa delle sue faccende. All'improvviso, sulla cima di un albero, un corvaccio nero si mette a parlare. L'intera nazione, ipnotizzata da un corvo, si ferma. Tutti alzano gli occhi verso l'alto. Cos'è questa voce, che lingua parla? Sarà Dio? Donne e uomini si sporgono dai balconi: scrutano il cielo e vedono un corvo. Ma invece di mandarlo al diavolo, lo ascoltano. Purtroppo, di quanto sta dicendo il corvo nessuno capisce un accidenti: esso si esprime per anagrammi. E peraltro non ha nulla di rilevante da farci sapere. In genere segnala che la signora del quinto piano ha perso una ciabatta, il portafogli, la caffettiera, un quadro. Ma lui sa dov'è: sta nell'aiola dei giardinetti. Chissà come ci è finito.

I protagonisti dei rebus. : questi signori hanno lettere sulla fronte e si circondano di oggetti bizzarri: statue, trecce d'aglio, spade, animali esotici, torsoli di pera posati sul tavolo. Pura metafisica di un universo senza tempo, alla De Chirico, dove l'azione si svolge all'aperto e senza bisogno di avere un senso.

Carlo e Alice, odiosi stereotipi della coppia di mezz'età nell'immediato dopoguerra occidentale: lui marito fannullone, disoccupato, alcolista. Ha sempre il cappello, anche a letto. Lei casalinga oppressa, in grembiule e bigodini. Insieme da una vita, inseparabili. Niente figli. Si odiano.

Il quesito della Susy. Susy è bella e bionda. Alta, magra ma tonica nei suoi vestiti aderenti. Benestante. Vive con un fidanzato pazzo - un matematico fallito, si presume. Per di più, a casa loro non sono mai soli: tra i piedi c'è sempre un gruppetto di amici rompiballe. Costoro stanno sul divano e in combutta col moroso scemo si divertono a sottoporre indovinelli alla povera Susy che invece, si vede benissimo, vorrebbe uscire e andare al cinema. Credono di sorprenderla. Ma lei, pur essendo antipatica come la fame, ha il quoziente d'intelligenza più alto d'Europa.

Il tenero Giacomo. Un omino muto, con un bel paio di baffi neri e la bombetta in testa. Indossa una maglietta a righe orizzontali. Si accompagna a un cane di piccola taglia, anch'esso muto. Il tenero Giacomo di solito compare intorno a pagina 13, la sua storia si chiude in due quadri, ma per conoscerne il finale  vi rimanda all'ultima pagina.

Nello scompartimento di un treno ho ritrovato per caso una copia recente della Settimana Enigmistica. Pensavo l'avessero rinnovata, adeguata alla modernità. Invece no. Non è cambiata in nulla. Negli anni, tutto è rimasto immutabile e pietrificato, su quel pianeta. Persino la lingua sa di antico. Il tenero Giacomo è scomparso, magari col suo autore, immagino defunto. Ma il resto è ancora lì. Il bersaglio, le spigolature, l'aguzzate la vista, la doppia pagina di vignette che non fanno ridere, i confronti, le sciarade, i biscarti sillabici, le zeppe, gli aneddoti cifrati.
Mentre l'editoria mondiale s'affannava a inventarsi un restyling dietro l'altro, quel mondo popolato di enigmi e  personaggi decideva di essere identico a se stesso, per sempre. A suo modo, mi pare una notizia rassicurante.

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